UN TABÙ DA SFATARE

 

 

“Com’è cambiata negli ultimi decenni la sua idea della morte?”.

“Sono fortemente contrario”.

 

Premesso che siamo tutti d’accordo con la celebre (una delle tante) battuta di Woody Allen, visto che la dipartita è – almeno allo stato attuale – ineluttabile, i dubbi cominciano quando ci si chiede, in previsione di quel momento, di cosa fare del proprio patrimonio, piccolo o grande che sia.

 

È vero, sempre più persone “celebri” tanto della storia patria (Alessandro Manzoni e Giuseppe Verdi, ad esempio) quanto dell’attualità mondiale (da Bill Gates a Sting) hanno rivolto grande attenzione alle cause sociali decidendo di lasciare a queste parte dei propri averi. Ma è altrettanto vero – viene da pensare – che se lo possono permettere, vista la non esiguità dei patrimoni in questione, senza che la loro volontà vada a danno del futuro dei loro cari e familiari. Quando invece si hanno disponibilità economiche “normali”, la stessa decisione non rischia di ledere i diritti delle persone a noi più vicine?

 

In realtà no, almeno in Italia. Ma pochi ancora lo sanno, e questa mancata conoscenza rappresenta, secondo le indagini demoscopiche, il maggiore tabù che ancora oggi si frappone (anche se per fortuna sempre meno) alla piena diffusione del testamento solidale. Per combattere questo tabù e diffondere una corretta conoscenza sul tema il Comitato di Testamento Solidale ha avviato nel 2013 una Campagna di informazione avvalendosi del patrocinio e della preziosa collaborazione del Consiglio Nazionale del Notariato.

 

Chi meglio di un notaio sa come stanno davvero le cose? E proprio da un notaio, Albino Farina, Consigliere Responsabile dei Rapporti con il Terzo Settore e con le Associazioni dei Consumatori del Consiglio Nazionale del Notariato, viene la risposta che fuga i nostri dubbi: “In Italia, l’esistenza della quota legittima tutela la famiglia e i propri cari. Una quota stabilita dalla legge, diversa a seconda della composizione del nucleo familiare, è riservata agli stessi. Inoltre, per compiere un gesto di altissimo valore umano qual è un lascito solidale, si può scegliere di cedere anche solo una minima parte dei propri averi (quota disponibile) ad enti non profit”.

 

Conclusione: non bisogna necessariamente scegliere tra i propri familiari e le nobili cause del sociale; si possono soddisfare entrambi.

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