Lina Cavalieri, La massima testimonianza di Venere in terra

La vita di Lina Cavalieri, cantante lirica e attrice divenuta nel primo Novecento un’ideale di bellezza e sensualità tanto da essere definita da D’annunzio “la massima testimonianza di Venere in terra”, sembrò una favola meravigliosa, che la vide crescere e affermarsi prima a Roma dove cominciò a fare il verso della sciantosa, poi nel resto d’Italia e in Europa, tanto da rivaleggiare con la bella Otero. Di origini modeste, mai rinnegate, ma di portamento elegante e sensuale, dopo quattro matrimoni e altrettanti divorzi, nel 1920 diede l’addio alle scene: “Mi ritiro dall’arte senza chiasso dopo una carriera forse troppo clamorosa”. Nel 1940 siglò il proprio testamento e l’8 febbraio 1944 morì sotto le macerie della sua villa di Fiesole colpita da un bombardamento, lasciando alla Reale Accademia di Santa Cecilia in Roma ‘Lire centomila per la istituzione di una borsa di studio di canto per una giovinetta bisognosa della provincia di Roma’.

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