L’amore per la scienza: l’eredità preziosa di Filippo

Filippo M. aveva 23 anni quando gli fu diagnosticata la sclerosi multipla. Pensava di avere il mondo ai piedi, ma si ritrovò nel baratro: cadde in depressione, lasciò la facoltà di medicina e la ragazza di cui era innamorato. E si trasferì lontano da Genova, diventata invivibile per un giovane incapace di muoversi con le proprie gambe. Era il 1960 e non c’erano cure per la SM: le prime terapie, con interferoni, furono scoperte alla fine degli anni ’90, quando Filippo ormai era venuto a mancare, a soli 56 anni. Eppure lasciò un’eredità preziosa: l’amore per la scienza, l’impegno per sostenere anche gli altri nella lotta contro la SM. Dopo il buio iniziale, era riuscito a laurearsi in biologia; per tutta la vita, incoraggiò strenuamente la ricerca scientifica.  E poiché i veri amori non finiscono, quasi in anticipo sui tempi lasciò un cospicuo lascito proprio all’Associazione. Grazie a quella donazione AISM ha dato vita al POLO SPECIALISTICO di Genova, che è diventato un’eccellenza nazionale  per la ricerca in riabilitazione. Un esempio contagioso. Ogni anno ad  AISM e alla sua Fondazione pervengono piccoli o grandi lasciti che continuano a dare impulso alla ricerca scientifica delle cause e delle cure per la scleroso multipla.

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