Giuseppe Verdi, Un grande uomo, una grande eredità

Scomparsa nel 1898 la moglie Giuseppina Strepponi, nel 1900 Giuseppe Verdi, alla fine di una vita eccezionale, mette nero su bianco disposizioni benefiche dettagliatissime. Privo di eredi diretti e titolare di un enorme patrimonio, nomina erede universale la cugina Maria e stila una lunga lista di persone e di istituti beneficiari, fra cui: gli asili centrali, gli stabilimenti dei rachitici, dei sordo muti, dei ciechi di Genova; l’ospedale di Villanova sull’Arda; il monte di pietà di Busseto. E, soprattutto, l’Opera Pia Casa di riposo dei musicisti di Milano, fatta da lui costruire, alla quale dona 75 mila lire di rendita e “tutti i diritti d’autore sia in Italia che all’estero di tutte le mie opere”, nonché gli averi più cari e più intimi legati alla sua lunga carriera artistica. Ultima cosa, ma non per importanza, “si distribuiranno ai poveri del villaggio di sant’Agata lire mille nel giorno dopo la mia morte”.

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