Camillo Benso Conte di Cavour, Il padre di tutti noi italiani

Il primo Presidente del Consiglio dell’Italia unita con il testamento indirizzò la propria generosità non solo ai familiari ma anche ai più fedeli collaboratori nonché alla città in cui era nato, Torino. Per il segretario personale, il cameriere e il mastro di casa, Camillo Benso Conte di Cavour dispose una pensione vitalizia annua, mentre alla “città patria” donò un fondo di cinquantamila lire per costruire un asilo pubblico in uno dei quartieri all’epoca più marginali, Porta Nuova. Per il resto, i libri all’“amatissimo germano marchese Gustavo”, gli oggetti più cari alla “di lui figlia affezionata mia nipote marchesa Giuseppina” e, come “erede e legatario universale, il carissimo mio nipote Armando Benso di Cavour”.

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