RICORDO DI BRUNA, nella memoria dei suoi nipoti

Dal 1993, l’Università Campus Bio-Medico di Roma persegue con serietà e successo l’obiettivo di valorizzare, nella didattica, nell’assistenza sanitaria e nell’attività di ricerca, la centralità della persona con un’attenzione autentica ai suoi bisogni. Anche questa struttura, come tutte quelle che fanno parte del Comitato Testamento Solidale, è beneficiaria di lasciti solidali che permettono di sostenere nel tempo la propria missione. Questa lettera che pubblichiamo integralmente e senza modifiche, è il toccante ricordo dei nipoti della signora Bruna, una donatrice che ha deciso di includere, nel proprio testamento, un lascito solidale in favore dell’Università Campus Bio-Medico di Roma con particolare attenzione alla formazione degli studenti. La storia di Bruna dimostra che si può fare un lascito con la condivisione e partecipazione degli eredi: il nipote, che ha seguito personalmente la zia in questa manifestazione di volontà, ed anche il resto della famiglia rinnovano anno dopo anno il loro sostegno a favore dell’Università, rendendo ancora più vivi la memoria della Signora Bruna e il suo interesse allo sviluppo di progetti futuri per la crescita di medici e professionisti sempre attenti al bene della persona.

 

La cara zia Bruna era una persona molto affettuosa, seria e rigorosa moralmente. Stimatissima ed apprezzata sul lavoro. Ha iniziato molto giovane, a 18 anni, lavorando all’INA e facendo una bella carriera, fino a diventare segretaria particolare del Prof. Santoro Passarelli Presidente dell’Istituto, che la volle con sé anche alla presidenza dell’Accademia del Lincei, dove Bruna ha prestato la sua professionalità anche dopo essere andata in pensione.

Non aveva figli e non era sposata, per questo era particolarmente legata alla famiglia delle cugine con le quali era cresciuta, ed era affezionata a noi nipoti.

Ricorderemo sempre la sua grande capacità di raccontare: anche l’episodio più banale diventava interessante e vivido come se lo vedessimo proiettato. Sapeva catturare la nostra attenzione con aneddoti e ricordi della sua vita della sua giovinezza che spesso coinvolgevano anche i nostri genitori, come non li avremmo mai immaginati.

Aveva poi una grandissima manualità e lavorava a maglia in modo straordinario: i suoi maglioni erano dei pezzi unici paragonabili ad opere d’arte ed erano ambitissimi da tutti noi nipoti, si finiva sempre per litigarceli… le davamo un vero tormento per avere sempre l’ultima creazione della cara zia!

Ma il tratto che forse caratterizza più Bruna è la sua forte fede cristiana e la sua dedizione al prossimo. Si è dedicata totalmente ai suoi cari, assistendo fino all’ultimo i fratelli durante la loro malattia e la mamma ultracentenaria, deceduta poco prima di lei alla ragguardevole età di 107 anni!

Per vero l’intera esistenza di Bruna è stata segnata da una grandissima sensibilità verso il prossimo, da una costante disponibilità a sostenere gli altri nelle difficoltà. I suoi lasciti, anche in favore del Campus Biomedico, danno la dimensione della sua umanità e trasmettono il senso delle sue ultime volontà, una conclusiva dimostrazione di valori cristiani ed umani estremamente profondi e solidi, e probabilmente una sollecitazione a tutti noi a seguire questo esempio di altruismo.

Pensando a Bruna, davvero si può dire che ha dedicato la sua vita agli altri fino all’ultimo, senza risparmiarsi mai ed anche prestandosi con grande dignità a rinunce importanti, anche e soprattutto nella vita privata.

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