PER FAR TORNARE ALLA VITA I CRISTIANI IN MEDIO ORIENTE

Lo scorso anno Aiuto alla Chiesa che Soffre ha realizzato 5.303 progetti in 148 Paesi.
Dopo l’aggressione dell’ISIS a Iraq e Siria, ACS ha donato oltre 48 milioni di euro per progetti umanitari e pastorali in favore delle comunità cristiane rimaste e, soprattutto, di chi ha
dovuto trovare rifugio altrove. L’impegno oggi è anche quello di consentire il ritorno dei Cristiani in Medio Oriente.

«Quando abbiamo appreso che la nostra mamma aveva disposto un lascito testamentario per “Aiuto alla Chiesa che Soffre”, certo non ce ne siamo stupiti…». 

Ci hanno scritto così i tre figli di Beatrice, tornata alla Casa del Padre a 82 anni dopo una vita di fedele Benefattrice dei Cristiani perseguitati. Negli ultimi anni, aveva seguito con grandissima partecipazione quanto stava accadendo loro in Siria e in Iraq. «Perseguitati proprio dove il Cristianesimo è nato!», ci diceva profondamente addolorata.

Con le sue donazioni ha contribuito alla sopravvivenza dei Cristiani mediorientali, costretti ad abbandonare tutto per fuggire dalla feroce violenza dell’Isis che voleva convertirli all’islam contro la loro volontà. Oggi, con il suo lascito, Beatrice sta sostenendo il loro ritorno a casa. Quanto ha donato, infatti, viene impiegato nella realizzazione di strutture che faranno rivivere la Cristianità mediorientale, innanzitutto nei villaggi della Piana di Ninive, in Iraq. Da luoghi fantasma in cui l’Isis li aveva ridotti, essi torneranno a vivere, grazie anche al lascito solidale di Beatrice.

C’è bisogno di riparare case, ripristinare scuole e ambulatori medici, oltre che far risuonare nuovamente le campane festive nelle chiese profanate dagli estremisti islamici. Nella vita che rifiorisce in questi bambini, donne e uomini che tornano a casa, ci sarà il segno incancellabile della vita e della generosità di Beatrice.

 

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