NOTAI GENEROSI E ALTRUISTI, 1 SU 4 HA GIA’ FATTO UN TESTAMENTO SOLIDALE

3 notai su 10 hanno messo nero su bianco le ultime volontà e 1 su 4 ha già inserito un lascito solidale destinandolo ad una o più realtà benefiche. E tra chi non ha dato ancora indicazioni a riguardo, il 63% dichiara che è propenso a prendere in considerazione l’ipotesi di fare un testamento solidale in futuro. E’ quanto emerge dall’ultima indagine realizzata tra i notai del Consiglio Nazionale del Notariato per il Comitato Testamento Solidale (cui fanno parte 19 prestigiose organizzazioni no profit – ActionAid, AIL, AISM, Fondazione Don Gnocchi, Lega del Filo d’Oro, Save the Children, Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus, Amnesty International, Amref, Cesvi, Intersos, Fondazione Operation Smile Italia Onlus, Fondazione Pasteur, Fondazione Telethon, Fondazione Umberto Veronesi, Progetto Arca, Telefono Azzurro, Unicef, Università Campus Bio-Medico di Roma) che è stata presentata alla viglia della Giornata Internazionale del Lascito Solidale, nel corso dell’evento “Italiani dal dono al lascito. DNA solidale”.

Quasi 7 notai su 10 ritengono che devolvere una parte della propria eredità per sostenere cause benefiche sia una scelta nobile e coraggiosa, a patto che si raccolgano tutte le informazioni necessarie sull’organizzazione no profit, il progetto e la modalità con cui verrà impiegata la propria donazione.

Inoltre, andando ad analizzare i risultati dell’indagine emerge anche che il 44,76% dei notai si spenderebbe a favore del lascito al punto di arrivare a consigliarlo ai propri conoscenti e 1 su 2 (il 48% del campione) non esclude di suggerire questa forma di solidarietà anche ad amici e parenti. Anche l’entità economica individuata dai notai per un lascito solidale è, nella maggior parte dei casi, tutt’altro che banale. 1 notaio su 2 dichiara di essere intenzionato a donare in solidarietà finanche il 20% del proprio patrimonio.

Nell’immaginario collettivo i notai rimandano comunemente ad un’idea di fredda razionalità e distacco, nella realtà quest’immagine è tutt’altro che fondata. Perché, al di là della professione per cui si trovano a raccogliere le disposizioni testamentarie e fare in modo che queste vengano rispettate, anche riguardo alla possibilità di inserire un lascito, i notai italiani sono i primi “sostenitori” del testamento solidale. L’indagine, che ha portato alla luce questi numeri, è stata effettuata su un campione rappresentativo di oltre 400 professionisti, prevalentemente uomini (64,22%), sposati (71,39%) con uno o più figli (75,81%) di età superiore ai 50 anni.

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