LA SCIA DI UN LASCITO

 

 

Questa è la storia di Alessandro B, classe 1921, dapprima poliziotto poi magistrato nella sua città Trieste, e di Paolo, anche lui triestino ed impiegato presso un supermercato della città. Nel 2005 Alessandro venne a mancare. All’apertura del suo testamento una frase recitava così:

Mi chiamo Alessandro B. Amo Trieste, la mia città. Amo le persone che si dedicano gratuitamente agli altri. Per questo dispongo nel mio testamento che 40 mila euro vadano all’AISM.

 

Da quel giorno le esistenze di Paolo e Alessandro idealmente si incrociarono. Alessandrò lasciò nel suo testamento un lascito alla stessa associazione alla quale Paolo, pochi anni dopo, fu costretto a chiedere supporto quotidiano. Infatti la scoperta di essere affetto da sclerosi multipla e l’aggravarsi della malattia con il trascorrere del tempo costrinsero Paolo ad iniziare a frequentare il Centro Diurno di Aism a Trieste, lo stesso Centro destinatario del lascito di Alessandro.

 

L’edificio può ospitare fino a 30 persone: 10 sono i posti riservati ai pazienti fissi, altri 20 in rotazione per le persone che vi risiedono una settimana al mese come Paolo. Si tratta del cosiddetto “modulo respiro”: la persona malata viene ospitata in questi giorni e i famigliari, idealmente, respirano un po’ di giorni.

 

La storia di Alessandro e di Paolo è una delle tante storie di persone che aiutano e vengono aiutate, vite lontane nel tempo ma comunque vicine.

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