Indagine GFK: per gli italiani cosa significa fare qualcosa di grande?

Cosa significa fare qualcosa di grande? Sulla scia della nuova campagna lanciata dal Comitato Testamento Solidale, GFK ha intervistato gli italiani over 40 sul tema tramite 500 interviste face to face. 

Da bambini il pensiero di “fare qualcosa di grande” era condiviso da un quinto del campione e veniva associato innanzitutto al progetto di una bella famiglia; poi al successo nello sport per i ragazzi e nella professione per le ragazze. La solidarietà viene indicata da una percentuale esigua (2%), superiore come ambito di realizzazione solo al successo nella politica (1%).

Le cose vanno meglio crescendo, con il passare degli anni. Anche nella vita adulta la famiglia (59%) rimane l’ambito primario di realizzazione, ma al secondo posto – indicata dal 20% degli intervistati – ecco che la solidarietà risale la classifica superando tutti gli altri ambiti di possibile realizzazione: la professione, la cultura, l’economia, la scienza e lo sport. Il dato è confermato anche dalla risposta alla domanda “Le persone che hanno fatto qualcosa di grande per che cosa lo hanno fatto?”: dopo la famiglia che continua a primeggiare, gli italiani indicano la realizzazione delle proprie aspirazioni e subito a seguire le buone cause, alla pari con il proprio Paese, seguite da altri due obiettivi «sociali», le persone bisognose e il bene comune.

L’attività sociale che più di ogni altra viene associata al «fare qualcosa di grande» è il volontariato, seguito dalla donazione del sangue, dalla donazione degli organi e dalle donazioni in denaro. Il testamento solidale viene indicato solo dal 2% degli intervistati, a cui va aggiunto il 14% di coloro i quali hanno indicato come scelta tutte le opzioni a loro disposizione; quando però si richiama l’opportunità, tramite un lascito, di fare un gesto che produce conseguenze positive anche quando non saremo più in vita, la percentuale di accordo sale al 40%.

Insomma, il valore della solidarietà è decisamente secondario durante l’infanzia ma cresce sensibilmente nell’età adulta quando diviene secondo solo al valore della «famiglia». Si riconosce che le possibili modalità di tradurlo in pratica sono molteplici: impegno a favore di buone cause, delle persone bisognose, del bene comune. Tra le attività solidali il lascito non è ancora top of mind per gli italiani a differenza di volontariato, donazione del sangue e donazione degli organi che sono i principali gesti di solidarietà a cui spontaneamente si pensa ma esistono motivazioni potenziali che – una volta esplicitate – risultano molto forti e lo valorizzano come gesto generoso e nobile.

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