I GATTI CHE STANNO AIUTANDO GLI EROI DEI DIRITTI UMANI IN TUTTO IL MONDO: UNA STORIA DI LASCITO SOLIDALE E AMORE PER GLI ANIMALI

Siamo nel periodo natalizio, precisamente nel giorno di Santo Stefano del 2015: Amnesty International Italia riceve una telefonata da parte di un notaio che comunica all’associazione di essere l’erede universale di una signora in provincia di Novara, un vero e proprio lascito solidale, ma che per poterlo ricevere “bisognava far presto”.
La telefonata mette in moto la macchina organizzativa di Amnesty che immediatamente invia i suoi legali nel paese del piemontese per capirne di più, anche sui motivi di tanta urgenza; la signora non era una “major donor”, né tantomeno una donatrice assidua dato che dai registri risultavano soltanto due piccole donazioni, e queste poche informazioni non erano sufficienti a comprendere cosa stava avvenendo.

Il legale, una volta arrivato dal notaio, scopre che la signora ha indicato nel lascito testamentario che Amnesty International avrebbe ricevuto l’eredità a patto che si prendesse cura dei suoi quattro gatti che si trovavano in casa e che, dal momento della scomparsa, non avevano ricevuto particolari attenzioni, fatta eccezione per il buon cuore del vicinato.
Una volta raccolte tutte le informazioni necessarie, Amnesty ha deciso di organizzare e sostenere i funerali della donatrice, sia da punto di vista economico che logistico. E, naturalmente, ha cominciato ad occuparsi dei gatti così come chiesto: tuttavia, i gatti presenti in casa risultavano essere più dei quattro che venivano citati nel lascito per nome proprio (Tato Patato, Xavier, Emily e Nathan); dopo una veloce attività di investigazione tra i vicini, Amnesty non riesce ad identificare i gatti con precisione e decide di adottarli tutti.
I gatti dovevano rimanere nella zona per non subire traumi da habitat e dunque Amnesty ha deciso di affidare la cura dei gatti ad un’associazione locale, specializzata e attiva sul territorio. Ogni mese, Amnesty riceve un report sullo stato della salute dei gatti in questione che comprende il livello nutrizionale, lo stato umorale e le condizioni sanitarie. Uno di questi gatti è stato anche ricoverato di recente, ma fortunatamente è guarito in breve tempo.

Stiamo attualmente utilizzando questo particolare lascito per le nostre campagne di sensibilizzazione” – ci spiega Laura Perrotta, Responsabile della raccolta fondi di Amnesty International Italia – “in particolare per la campagna “Coraggio”, #nonaverepaura, destinata alle persone che lottano per difendere i diritti delle proprie comunità e, a volte, per il proprio territorio. Sono studenti, esponenti di comunità, giornalisti, avvocati, operatori sanitari, insegnanti, sindacalisti, agricoltori, ambientalisti”. Si tratta di un’azione che Amnesty porta avanti attualmente in tutto il mondo. “Con questa campagna vogliamo difendere i difensori dei diritti umani. Persone che con il loro coraggio sfidano l’abuso di potere di governi e aziende, difendono l’ambiente, tutelano le minoranze, si oppongono alle discriminazioni, denunciano condizioni di lavoro illegali. Vogliamo proteggere questi eroi che nei propri territori combattono ogni giorno”.
Come per esempio Azza Soliman, egiziana, che dà voce a chi ha subito tortura, detenzione arbitraria, violenza domestica o stupro in Egitto. Ora è sotto accusa e rischia 15 anni di carcere.

La signora di Novara, insieme con i suoi amati gatti, sta aiutando tante persone in tutto il mondo con un semplice gesto, quello del dono e quello dell’amore verso i propri felini.

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