Tutti possono farlo: perché il testamento solidale è filantropia alla portata

La filantropia è amore per l’essere umano. È volersi prendere cura dell’altro sempre, ovunque e comunque. È donare e donarsi.

L’odierna filantropia prende forma negli Stati Uniti, partendo dal concetto di “give back”: restituire alla collettività almeno una parte di quanto si è accumulato in vita.

Non mancano i grandi esempi: dal magnate dell’acciaio Andrew Carnegie (1835-1919), emigrato negli Usa dalla Scozia – fece costruire università, musei, biblioteche, teatri e la Carnegie Hall di New York, una delle più importanti sale da concerto del mondo – passando per Bill Gates, Warren Buffett, Mark Zuckerberg e la moglie Priscilla Chan, Michael Bloomberg, Tim Cook, Ted Turner, fino ad arrivare alle icone pop Ashton Kutcher, Mila Kunis e Sting. Tutti si sono resi protagonisti di piccoli grandi gesti di solidarietà, grazie anche alla sempre più larga conoscenza a livello globale dei grandi problemi che l’umanità affronta ogni giorno.

L’Italia è pienamente inserita in questo contesto.

Negli ultimi dieci anni il numero delle Fondazioni filantropiche è raddoppiato (ora sono 1.600). Nel solo 2016 le Fondazioni bancarie hanno erogato oltre 1 miliardo di euro (+10% rispetto ai 936,7 milioni del 2015), mentre le Fondazioni di impresa (131) hanno erogato nel 2015 circa 200 milioni. Sono inoltre cresciute le elargizioni dei High Net Worth Individuals (HNWI), ossia coloro che in Italia detengono un patrimonio superiore al milione di euro: nel 2015 il 91% di loro ha effettuato una donazione (+11% rispetto al 2014) e il 27% ha aumentato le proprie donazioni (+13%).

È con il testamento solidale che la filantropia diventa alla portata di tutti: si tratta infatti di un gesto semplice e non vincolante, che può essere ripensato, modificato in qualsiasi momento senza che vengano mai lesi i diritti legittimi dei propri familiari. E non occorrono ingenti patrimoni: anche un piccolo lascito può fare la differenza.

Va in questa direzione il Comitato Testamento Solidale, di cui fanno parte 21 organizzazioni – ActionAid, AIL, AISM, Fondazione Don Gnocchi, Lega del Filo d’Oro, Save the Children, Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus, Amnesty International, Amref, CBM, Cesvi, Greenpeace, Intersos, Istituto Pasteur Italia Fondazione Cenci Bolognetti, Operation Smile Italia Onlus, Fondazione Telethon, Fondazione Umberto Veronesi, Progetto Arca, Telefono Azzurro, Unicef, Università Campus Bio-Medico di Roma – che ha creato il sito www.testamentosolidale.org per informare e sensibilizzare gli italiani sul tema.

Ecco perché il testamento solidale è la massima espressione della volontà di donare e donarsi all’altro in quanto tale: vuol dire uscire dal proprio “io” per passare al “noi”, significa affidare i propri averi, anche piccoli, a mani sicure, quelle delle Associazioni non profit, che operano quotidianamente con professionalità, trasparenza, capacità di analisi e di programmazione.

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