DONARE PER SOSTENERE LA RICERCA

Intervista a Manuele Valsecchi, direttore amministrativo e finanziario della Fondazione Umberto Veronesi

 

Ciao Manuele, quanto conta per la Fondazione Umberto Veronesi, la raccolta fondi?

L’obiettivo non è sostituirsi allo Stato. Ma la raccolta fondi attraverso i donatori privati è un elemento fondamentale dell’attività di tutte le organizzazioni no-profit. Come tale, anche la Fondazione Umberto Veronesi non può prescindere da questa forma di contributo erogata – su base volontaria – dai singoli cittadini. Se nel 2016 centrotrenta ricercatori stanno lavorando nei migliori laboratori, in Italia e all’estero, buona parte del merito è anche di chi ha scelto di fornire il proprio sostegno.

 

Sappiamo che ogni lascito è una storia a sé. Ne ricordi una in particolare?

Sicuramente quella della signora Rosanna Puglisi, nata a Catania e morta otto mesi fa: all’età di 99 anni. Quand’era ancora in vita, la signora aveva già deciso cosa ne sarebbe stato del proprio patrimonio. La volontà era chiara: i risparmi di una vita dovevano essere donati a chi sostiene la ricerca scientifica. Nello specifico, la scelta è ricaduta sulla Fondazione Umberto Veronesi.

 

Cosa successe esattamente?

Era il 2011 quando la signora Pugliesi mi invitò a Catania, grazie all’intercessione di Padre Sebastiano Lupica che a quell’epoca ne tutelava gli interessi. Fu in quella occasione che la signora mi testimoniò la volontà di nominarci eredi del suo patrimonio, destinando un legato all’associazione (Ibiscus Onlus) che s’era presa cura degli ultimi istanti di vita della sua unica figlia Agata, morta in giovane età a causa di un tumore al seno. L’incontro servì a fugare gli ultimi dubbi. Le raccontai quali fossero gli obiettivi della Fondazione Umberto Veronesi e le descrissi il nostro operato, sia in termini di sostegno alla ricerca sia di divulgazione della scienza. La signora Rosanna confermò le sue intenzioni, ribadite subito dopo la sua morte dal tutore, il legale Maurizio Omobono.

 

A cosa sono stati destinati i soldi di questa donazione?

Il suo contributo permetterà un’iniezione di denaro decisa a sostegno della ricerca di base: in campo oncologico, cardiovascolare, della nutrigenomica e delle neuroscienze. Complessivamente, sono state quasi trentamila le donazioni che la Fondazione Umberto Veronesi ha ricevuto da privati nel 2015. Un trend che si sta confermando anche nell’anno in corso, a riprova della fiducia trasmessa a chi era già vicino alla nostra organizzazione e a chi ha deciso di supportarla più di recente. Il ruolo delle istituzioni pubbliche rimane insostituibile, ma se informati in maniera corretta gli italiani prediligono donare alle istituzioni no-profit. Tante piccole donazioni possono essere la «molla» per cambiare il corso della scienza.

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