Chi spende per gli altri è più felice: lo dice la scienza

Chi ha speso di più per gli altri, ha anche riportato un maggiore livello di contentezza. È quello che emerge da uno studio del professor Micheal Norton della Harvard Business School effettuato su un campione di oltre 600 persone a cui è stato chiesto per cosa e quanto spendeva durante l’anno e di valutare il proprio livello di felicità. E vale anche al contrario: chi ha speso solamente per sé stesso non ha alcun impatto sulla sua contentezza.

Questi studi ci mostrano da quale emozione sono spinte le persone quando scelgono di sostenere, anche attraverso un ultimo gesto di generosità, chi ne ha più bisogno. I passi avanti fatti in questi anni grazie alla Campagna informativa promossa dal Comitato Testamento Solidale confermano che la direzione che abbiamo intrapreso da oltre cinque anni è quella giusta e che è importante far conoscere all’opinione pubblica a cosa si può contribuire con un lascito solidale e l’esempio di chi questo gesto lo ha già compiuto. Perché l’altruismo, lo dice la scienza, è contagioso” sostiene Rossano Bartoli, portavoce del Comitato Testamento Solidale e Segretario Generale della Lega del Filo d’Oro. 

Ma per comprendere meglio chi è la persona più incline ad effettuare un lascito ed il legame con l’Organizzazione scelta, da una recente indagine condotta da Comitato Testamento Solidale è emerso l’identikit del donatore tipo. A sottoscrivere un testamento solidale, secondo 8 Organizzazioni su 10, sono più le donne che gli uomini. Gli italiani che decidono di donare con un lascito una parte dei propri beni a progetti benefici, secondo il 33,3% delle organizzazioni no profit di Comitato Testamento Solidale sono persone che non hanno avuto, in precedenza, alcun tipo di legame con loro, ma scelgono comunque di supportarli; per il 16,67% delle istituzioni, invece, si tratta di individui che non hanno fatto mancare il loro contributo anche in altre occasioni. Il 50% delle organizzazioni identifica i possibili donatori in coloro che si rispecchiano nella loro mission e, di conseguenza, scelgono di sostenerli attraverso questo ultimo gesto di generosità.

Anche una ricerca italiana pubblicata nel 2008 aveva messo in evidenza che esiste una differenza nella reazione agli stimoli sociali: sono, infatti, le donne ad essere geneticamente più interessate e propense agli altri. Lo studio aveva investigato l’esistenza di possibili differenze tra uomini e donne nella risposta cerebrale, indicando come il genere femminile mostrasse effettivamente risposte più marcate in confronto all’uomo alla vista di esseri umani che interagiscono socialmente. Questo dato sembra suggerire un possibile maggiore “interesse” del cervello femminile per i propri simili rispetto a quello maschile e fornisce interessanti indizi sull’esistenza di differenze di sesso nei circuiti neurali dell’empatia.

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