AMORE E SOLIDARIETÀ

 

 

Oggi vi raccontiamo la storia di Filippo e di suo fratello. Due persone che conducevano una vita normale. Ognuno con moglie e figli. Un giorno i due fratelli ricevettero in eredità la metà di un fabbricato che si trovava sulle Dolomiti, in una località turistica.

 

Ad entrambi, in un primo momento, sfiorò l’idea di vendere la loro parte o addirittura di ristrutturarla per farne un albergo così da poter guadagnare dall’investimento. Si sa che le decisioni, molto spesso, sono frutto delle esperienze di vita e come tutte le vicende che ti lasciano il segno, anche quelle che visse Filippo influirono molto sulle sue scelte: uno dei suoi figli fu coinvolto in un gravissimo incidente e rimase in coma vigile, la moglie invece era affetta dalla SLA.

 

La consapevolezza dei disagi a cui le famiglie con queste problematiche sono soggette e, soprattutto, le rinunce a cui sono costrette, fece in modo che Filippo propose al fratello di donare il fabbricato all’AISM locale, la stessa associazione che da tempo seguiva sua moglie per la fisioterapia e per il supporto psicologico.

 

Il sogno di Filippo era, semplicemente, quello di trasformare quest’eredità in un luogo di villeggiatura accessibile a tutti, anche ai meno abili, e senza barriere architettoniche.

 

Fu così che, insieme, i due fratelli donarono la loro parte di fabbricato all’Associazione Italiana Sclerosi Multipla per la realizzazione di una casa-vacanze adatta a persone con disabilità motorie. Un gesto che dimostra quanto la solidarietà, in fin dei conti, sia l’unico GRANDE investimento con cui nessuno perde, neanche chi lo fa.

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