UN SEME DI SPERANZA PER TANTE PERSONE FRAGILI

Intervista a Guia Rigoldi, Responsabile Servizio Fundraising Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS

 

Ciao Guia, sappiamo che ogni lascito è una storia a sé, ne ricordi una in particolare?

Certo! Mi viene subito  in mente la storia del signor Marco R., un uomo riservato e  imprenditore di successo. Non era sposato e non aveva figli.  Negli anni Sessanta si propose come volontario al Centro “Don Gnocchi” di Inverigo (Co) dove don Carlo accoglieva i mutilatini e i piccoli poliomielitici. Qui incontrò Andrea, un ragazzo vittima della guerra che viveva nel Centro.

Don Carlo era uno straordinario e formidabile educatore. Aveva pensato i propri collegi in maniera nuova: non puri e semplici ricoveri, ma luoghi tesi a favorire la maturazione affettiva e intellettuale, ricreativa e occupazionale dei ragazzi, con cure mediche e chirurgiche, istruzione scolastica e formazione professionale.  

Un progetto, assolutamente nuovo nell’Italia di quegli anni, che mirava al recupero globale della persona.

Un progetto che finì per commuovere ed entusiasmare un uomo generoso e concreto come Marco, che si affezionò in modo particolare ad Andrea, un bambino solo e senza nessun parente.

Fu così che lo aiutò e lo sostenne negli studi e a trovare poi un’occupazione, che gli consentisse di formarsi una famiglia e reinserirsi a pieno titolo e con dignità nella società. E così è stato: un legame che poi è continuato e non si mai interrotto, al punto che quell’imprenditore ha poi continuato ad aiutare  anche la nuova famiglia di Andrea.

 

Un grande gesto di generosità, come andò a finire?

Questo meraviglioso volontario è rimasto legato alla figura e soprattutto all’opera di don Carlo  per tutta la sua vita partecipando attivamente alla sua missione e continuando ad aiutare altri ragazzi disabili e spesso soli come Andrea a trovare la loro strada nel mondo.

Durante la sua vita  ha più volte sostenuto la Fondazione concretamente con importanti donazioni e  infine ha nominato la Fondazione Don Gnocchi erede del proprio patrimonio,.

La sua vicinanza è stata completa e molto significativa: ha donato alla Fondazione il proprio tempo, il proprio impegno e infine anche parte del proprio patrimonio. Il suo testamento in nostro favore è dunque l’ultimo e generoso atto di un lungo percorso fatto insieme e ha gettato un seme di speranza per tante altre persone fragili.

 

E cosa avete realizzato con il suo lascito?

Grazie all’ingente  donazione abbiamo potuto ristrutturare parte dell’Istituto di Ricovero e Cura a carattere scientifico di Milano S. Maria Nascente, potenziando alcuni ambulatori destinati alla riabilitazione neuromotoria e permettendoci di acquistare delle apparecchiature all’avanguardia  con l’utilizzo delle più innovative e sofisticate tecnologie.

 

Ti potrebbero interessare anche:

GUIDA AI LASCITI

Voglio lasciare al mondo il futuro che ho sempre sognato

Tutte le informazioni utili per fare un lascito solidale